17 gennaio 2018

Come fare dei biscottini di Carnevale, decorati coi coriandoli (commestibili)

gennaio 17, 2018 2 Commenti
Buongiorno!
Come procedono i preparativi per il Carnevale? Scelta la maschera da indossare? Quella pia donna della mamma mi ricorda che il Carnevale entra proprio oggi, in occasione di Sant'Antonio. Io non sono molto ferrata con l'argomento, tutt'altro, ma mi fido. Se ho scritto una cavolata non abbiate paura a farmelo sapere nei commenti, quando si tratta di questioni religiose sono alquanto ignorante.
Comunque.
Poniamo che il Carnevale inizi oggi.
Che cosa possiamo fare noi? Ma certo! Come al solito possiamo festeggiare! 
In che modo? Intanto comincerei sfornando una teglia di biscottini allegri allegri, che sembrano quasi essere decorati coi coriandoli, per questo da quando li ho provati l'anno scorso a me hanno sempre ricordato questa festa super colorata.

Un'anteprima.
La ricetta è della cuoca più fashion del web, che sforna idee sempre super belle e super buone (questa non è per niente la prima che provo), insomma la ricetta l'ho trovata sul sito di Enrica Panariello alias Chiarapassion.

Ho seguito la ricetta originale, omettendo i fiocchi d'avena, perché in quel momento non li avevo a casa, e gli M&M's, perché preferisco gli Smarties, comunque per tutte le informazioni dettagliate e precise vi rimando al post originale di Enrica, qui.

Per fare questi splendidi biscottini ho usato:
  • 200 g di farina;
  • 100 g di burro;
  • 1 uovo;
  • 70 g di zucchero;
  • 70 g di zucchero di canna;
  • 1 bustina di vanillina;
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato;
  • 1 pizzico di sale;
  • 100 g di Smarties;
  • 100 g di gocce di cioccolato.
Impastare lo zucchero con l'uovo e il burro, poi aggiungere la farina, la vanillina, il bicarbonato e un pizzico di sale. Incorporare delicatamente tutte le gocce di cioccolato e una parte degli Smarties (io ho usato quelli piccoli che trovo al Lidl).

Dopo aver fatto raffreddare l'impasto in frigo per mezz'ora, fare delle palline aiutandosi con un cucchiaino, appoggiarle alla carta da forno e attaccarci sopra ancora qualche Smarties.
Cuocere a 170° per circa 15/18 minuti.
Aspettare che si freddino prima di mangiarli!

15 gennaio 2018

Guarda bello! // Capitolo 13 [Cogne]

gennaio 15, 2018 0 Commenti
Mentre scrivo sono passati quasi cinque mesi da quando i miei piedini calpestavano l'erba verde ai piedi del Gran Paradiso; da quando mi godevo il fresco delle montagne, quasi alla fine della mia estate umbra da morire dal caldo; sono passati quasi cinque mesi da quando al nome di una cittadina valdostana ho smesso di associare soltanto un orribile fatto di cronaca. 

Mentre scrivo, con la pioggia che scorre sul vetro delle finestre e i guantini senza dita a tenermi al caldo le mani che battono sulla tastiera, con lo scaldamani in grembo e la Clò (la mia micina) accoccolata sulla sedia qui accanto, ecco, io pagherei per avere il dono del teletrasporto ed essere di nuovo lassù, in questo momento.

Mentre scrivo vorrei essere in una baita, con la tuta da sci stesa ad asciugare,vorrei avere una tazza fumante sul caminetto e un metro di neve fuori, ad aspettarmi. Vorrei fare lunghe passeggiate in mezzo al bianco di quella conca bellissima, bere cioccolate calde anziché gelati, avere freddo, ma essere tremendamente felice.

Non potendo partire, in questa metà di gennaio, non potendo dire ad Archimede Ti prego molliamo tutto e torniamo sulle Alpi, non mi resta che immaginare come sarebbe bello farlo oppure, più semplicemente, ricordare come è stato bello averlo fatto

E allora sono sicura che, alla fine di questo post, anche voi, come me, avrete esclamato molte volte ciò che dà il nome alla mia rubrica del terzo lunedì del mese e cioè: Guarda bello!
Guarda bello! è una raccolta di piccole ispirazioni non collezionate su Pinterest né salvate su Facebook, ma trovate semplicemente in giro. La rubrica nasce per raccogliere tutti quegli scatti, spesso non bellissimi, nati sull'onda di una meraviglia assoluta, sull'onda di un'improvvisa voglia di creare qualcosa di simile, sull'onda di un'ispirazione, di due occhi spalancati, di un'esclamazione: Guarda bello! Una rubrica che tenta, in questo tempo quasi soltanto digitale, di essere il più fuori dagli schermi possibile.
Dopo avervi mostrato qualche mese fa tutte le cassette della posta più belle trovate e immortalate da me in Valle d'Aosta (in questo post), oggi si va, nientepopòdimenoché... a Cogne!

Cominciamo dalla tradizione vivaista valdostana, vorrei imparare a crescere fiori così belli anch'io, sicuramente per me sarebbe più complicato far crescere i fiori che costruire una fioriera originale e d'effetto come le seguenti.
E guardate che strane queste panchine!
Sì sono panchine, senza schienale, ma con due tronchi bassi per appoggiare i piedi. 
Molto particolari: io non ne avevo mai viste!

Ammirate la chicca che sto per mostrarvi.
Si fa fatica a crederlo, ma quello è proprio un orto. I miei complimenti a chi l'ha ideato e realizzato, mi ha completamente conquistata.
Vi prego, osservate la cura e la precisione con cui sono stati alternati cocci di insalata e di radicchio.
E infine una delle ultime foto scattate in quella cittadina incantata, pagherei per avere un balcone così!
Felice settimana, dall'Umbria passo e chiudo.
Meteorologi all'ascolto, cadrà la neve anche da me o non mi resta che fare i bagagli e tornare su a Cogne? Ah, che dispiacere sarebbe.

Vi saluto mostrandovi il souvenir che mi sono portata a casa io da qui, dalla libreria Montagne di carta: è il primo dei libri sottostanti. Lo leggerò nei momenti di fortissima nostalgia.

10 gennaio 2018

Come fare il vestito di Carnevale di Gufetta dei Pj Masks

gennaio 10, 2018 0 Commenti
L'Epifania tutte le feste si porta via, ma fino a un certo punto dai. Non c'è già quasi odore di frappe e struffoli nell'aria? Di castagnole e chiacchiere? Qualunque sia il nome con cui li chiamiamo, sono sicura che se ci impegnassimo un po' potremmo già sentire l'odore di qualsiasi dolce frittissimo sia tipico del Carnevale nelle nostre zone. O no?

Dopo due anni consecutivi in cui mi sono adoperata un sacco per creare il costume di Carnevale da sogno per la mia nipotina quest'anno non dovrò farlo, perché ho esaudito così tanto i suoi desideri nel 2017 che quest'anno vestirà ancora gli stessi panni della sua eroina preferita: Gufetta dei Pj Masks!

Il cartone sta davvero spopolando, piace trasversalmente un po' a tutti i bambini, maschi e femmine senza troppe distinzioni, oggi penso perciò di scrivere un post utile a tutte le mamme o zie (come me) alle prese con bimbe che sognano di essere Gufetta, sarà un po' complicato da spiegare ma ho tutta l'intenzione di raccontarvi come fare la maschera di Gufetta con le vostre mani o, almeno, ho tutta l'intenzione di raccontarvi come ho fatto a crearla io, l'anno scorso.
Innanzitutto, eccola qui.
Sono partita da un progetto, realizzato insieme alla mia nipotina. Ho pensato di realizzare le ali di Gufetta, una maschera per il volto e una casacchina col simbolo dell'eroina. A completare il costume sarebbero stati poi un paio di leggins e una felpa entrambi, ovviamente, rossi.

La mia nipotina ha aggiunto al progetto la super vista e il vento di Gufetta, per i quali è stata sufficiente la sua immensa fantasia!
Per creare il costume di Gufetta dei Super Pigiamini occorrono:
Per fare le ali bisogna prendere la misura dell'apertura delle braccia della bimba che sarà Gufetta. Questa misura sarà il diametro (e in pratica la base) del semicerchio che andremo a tracciare su un pannolenci rosso o su un insieme di fogli di giornale, come nel mio caso, che faranno da modello.

Vi ricordate quando, nelle ore di educazione tecnica alle medie, da un cerchio, col compasso puntato in vari punti, vi insegnavano a ricavare una specie di fiore? Bene, io per disegnare le punte delle ali di Gufetta ho usato proprio lo stesso metodo (per rinfrescarvi la memoria guardate quest'immagine qui)

Una volta completato il modello appoggiarlo sul pannolenci rosso e ritagliare. Se alcune punte, come è successo a me, non dovessero entrare nella stoffa, basta ritagliarle a parte e cucirle. La differenza non si noterà affatto.
A questo punto si procede con la realizzazione delle piume rosa interne. Vi anticipo che per me è stata l'operazione più noiosa, lunga e complicata dell'intera lavorazione.
Aiutandosi sempre con un modello ricavato dalle pagine di un vecchio giornale ritagliare le piume dal pannolenci rosa, partendo dall'esterno delle ali, fino a ricoprirne poi tutta la superficie. 
Cucire tutto.
Mettere un attimo da parte le ali e costruire la casacchina di Gufetta, prendendo le misure con una felpa della bambina che la indosserà.

Dopo aver posizionato la stoffa rossa dritto contro dritto, tagliare una specie di gilet, come mostrato nella foto sottostante.
Cucire l'orlo intorno al collo e intorno alle braccia.

Sul dietro applicare una chiusura lampo rossa, in posizione decentrata spostata verso una delle due spalle. Questo perché al centro attaccheremo il bottone con cui unire la casacchina alle ali.
Con il pannolenci rosa creare lo stemma di Gufetta, da cucire poi al centro del davanti della casacchina, come mostrato in foto.
A questo punto siamo pronti per confezionare la casacca.
Mettere nuovamente dritto contro dritto il davanti e il dietro e cucire lungo un fianco, poi aprire la tunica e cucire l'orlo inferiore
Applicare una striscia di pannolenci rosa lungo tutto il fianco cucito, poi procedere allo stesso modo con l'altro fianco, prima cucendolo e poi applicandoci la striscia rosa.
Rovesciare ancora la casacca e cucire, infine, le spalle.
Per unire casacca e ali è sufficiente applicare tre bottoni automatici: uno al centro del dietro della casacca e gli altri due sulle spalle. 

Infine bisogna realizzare due polsini, dove la bimba infilerà le mani, da applicare alle due estremità esterne delle ali. 
Per farle, in modo molto semplice, occorre rivestire un elastico nero alto circa 2 cm con della stoffa rossa: l'elastico dovrà formare un anello poco più grande del polso della bambina che lo indosserà e la stoffa gli si dovrà arricciare intorno. 

Una volta creati entrambi i polsini, andranno cuciti a mano alle estremità delle ali, come mostrato di seguito.
Per completare il costume di Gufetta non resta che la maschera per il volto.

Per non infastidire troppo la mia nipotina che male avrebbe sopportato tanta roba davanti alla faccia, ho scelto di creare una maschera da appoggiare semplicemente sulla fronte, lasciandole scoperto tutto il viso.

Per farla ho usato il feltro rosso, da cui ho ritagliato la sagoma desiderata.
Sulla sagoma rossa ho applicato i dettagli creati con il pannolenci rosa, bianco, nero e rosso, incollando tutto con la colla a caldo.

Infine sul retro ho cucito a mano un elastico nero alto circa 2 cm, prendendo bene la misura della testa della mia nipotina.
Non resta che procurarsi un paio di leggins rossi e una felpa rossa per completare il costume!

Scusate per la prolissità del post, volevo essere il più chiara possibile, perciò mi sono dilungata. Se realizzerete questo costume grazie al mio tutorial mi piacerebbe tanto vederlo, perciò, nel caso in cui lo facciate, vi invito a condividere la foto della vostra creazione su Instagram taggandomi (mi trovate come @lelycuriosa_cartolelya). Grazie in anticipo!

8 gennaio 2018

Dopo Natale ecco Carnevale: come fare un costume da mucca

gennaio 08, 2018 0 Commenti
Lunedì 8 gennaio.
Di scuse per non riprendere con la normalità post natalizia non ce ne sono più. La mamma si sta dedicando allo sdobbamento di casa (si dice sdobbamento?) e io sento crescere una certa malinconia al pensiero che sia già tutto passato. Niente più lucine, niente più paesaggi innevati di carta alla finestra...ah, che tristezza.
Come sopravvivere a tutto ciò?
Io ci sto provando in due modi:
1) comprando bulbi di giacinti rosa;
2) pensando alle prossime feste. Meno male che c'è sempre un motivo per fare cose belle, creare e divertirsi!

Qui sul blog il mese di gennaio sarà ricco di tutorial a tema Carnevale e San Valentino, spero vi faccia piacere. Oggi comincio da un'idea per la festa che tra le due preferisco e quindi con un costume di Carnevale fai da te molto simpatico e poco costoso.
Siete pronti a trasformarvi in una mucca?
Dimenticavo di dirvi che il vestito l'ho realizzato per me, circa due anni fa, per un carro a tema fattoria; è stato uno dei miei primi veri esperimenti di cucito. Credo che prima di allora la macchina da cucire l'avessi accesa a stento. Con un paio di mucche e un maialino invece mi sono sbloccata: correva il gennaio del 2016.
Ma bando alle ciance e alla mia solita loquacità scritta.

Volete muggire anche voi? Perfetto, vi serviranno:
Per prima cosa piegare la coperta a metà lungo il lato più corto e tagliare la parte in eccesso in modo che si crei un rettangolo con il lato lungo pari alla distanza tra spalla e sedere (sedere coperto) e con il lato corto un po' più largo delle spalle.

Al centro delle spalle tagliare un cerchio per fare il collo.

Riaprire tutta la coperta distribuendo macchie di stoffa nera su tutta la superficie, tranne che sul basso ventre dove bisogna applicare un rettangolo di pannolenci rosa su cui verranno attaccate quattro tettarelle dei biberon dei bambini. 
Per una lavorazione più precisa vi consiglio di cucire ogni parte, anche le tettarelle è meglio se le fissate con qualche punto a mano. 
Nel caso in cui abbiate poco tempo per creare il vostro costume allora potrete usare semplicemente la colla a caldo.
Una volta fatto tutto questo piegare la coperta in modo da avere il dritto del davanti contro il dritto del dietro e cucire ai lati, lasciando le aperture per le braccia nella parte superiore.

Per completare il corpo della mucca non resta che intrecciare qualche corda per creare la coda da incollare poi sul retro, all'altezza del fondoschiena.
Con il pile avanzato della coperta costruire un cappuccio, semplicemente partendo da un rettangolo di stoffa piegato a metà e cucito lungo il lato lungo. Applicare anche al cappuccio le macchie nere come per il corpo, poi arricciare l'estremità superiore con ago e filo. 

Per completare la mucca mancano le corna. Io le ho create con dei coni di carta di giornale attaccati a un cerchio per capelli con dello scotch e irrobustiti con la miscela di Art Attack, cioè con pezzi di carta igienica ammollati in acqua e vinavil e distribuiti sopra le corna. Una volta asciutte ho dipinto le corna con l'acrilico grigio, sfumando con il nero sulle punte.

Prendendo le misure con le corna praticare due buchi sul cappuccio, in modo che da quei fori poi possano spuntare.
Subito sotto applicare le orecchie, sempre create con il pile avanzato della coperta e con un piccolo ritaglio di pannolenci rosa per l'interno.
Direi che a questo punto non resta altro da aggiungere, se non...
...muuuuuuuuuuuuuuuuuuu!

Ah, se non volete perdervi nessuna novità del mio mondo creativo iscrivetevi alla mia newsletter, ho in mente molte novità, giusto il tempo di ridefinirne un po' i contorni e tornerò a spedire le mie lettere dalla Cartolelya.

3 gennaio 2018

20 cose belle per un 2018 ottimista

gennaio 03, 2018 2 Commenti
Buon annoooooo!!!
Dopo qualche colpo di tosse dovuto alla troppa polvere che ho fatto accumulare sul blog nel mese di dicembre mi riapproprio di questi spazi, della mia tastiera e, avvolta dalla mia copertina di pile natalizia, mi accingo a dare il benvenuto a questo 2018 che sento essere un annetto bello denso di scelte di vita. 
L'ultima volta che un anno terminava col numero 8 mi aveva fatto diventare addirittura maggiorenne, ebbene sì, da allora sono passati dieci anni: pensarci mi fa parecchia impressione.
Ma no, non avevo intenzione di scrivere un primo post melodrammatico e depresso, tutt'altro. 
Come l'anno scorso avevo voglia di dare il via al nuovo anno con ottimismo grazie alla lista delle 20 cose belle ideata da Francesca Baldassarri. Se non sapete di che cosa sto parlando vi invito a leggere qui il suo post, in sintesi si tratta di elencare dieci cose belle successe nell'anno appena finito e dieci cose belle che ricorderemo tra un anno di questi prossimi 365 giorni, i nostri sogni per il 2018 insomma, quasi fossero una lista di ricordi futuri, non al condizionale, ma all'indicativo, il modo della realtà.
1) La Cartolelya, inaugurata a settembre, con già due vendite insperate all'attivo. Ne ho parlato qui per la prima volta.
2) La vacanza in Valle d'Aosta: sarà sempre nel mio cuore. 
3) Lucky che, contro ogni previsione, ha dimostrato di saper cercare bene il tartufo. Spero che dal cielo qualcuno sbirci in giù e apprezzi i miei maldestri tentativi di imitazione.
4) La mia trasformazione in Geco dei Superpigiamini e tutti i giochi bellissimi che ogni giorno inventiamo con la mia nipotina. Vedere il mondo col filtro dei 5 anni è meraviglioso! Del perché poi il geco l'ho scelto come mio logo ho scritto in questo post qui.
5) Il mio nuovo lavoro: cucire a mano le scarpe di un famoso e costosissimo marchio mi piace, perché posso farlo a casa, in totale autonomia, e perché è tutta una questione di made in Italy e artigianalità.
6) L'aver chiuso definitivamente col mio lavoro precedente di barista (o pseudo tale). Aver smesso di farmi prendere in giro dalla capa su retribuzione e contratti vari ed eventuali mi ha alquanto inorgoglita.
7) La quasi conclusione dell'anno: due giorni a sorpresa sulla neve dell'Amiata, Archimede è proprio un ometto super.
8) L'arrivo di Olly, ormai quasi un anno fa.
9) La crescita di questo blog. Ho scritto sempre (tranne che ad agosto e dicembre) due post a settimana, dimostrando una costanza su cui io per prima non avrei scommesso. Così dalle 1000 visite di gennaio sono passata alle 9000 di novembre. 
10) L'essere tornata, come ogni anno, ad ammirare la fiorita del "mio" Castelluccio. A quel paesino sul Vettore ho dedicato alcuni pensieri a luglio, in questo post.

1) La crescita della Cartolelya, intesa come più creazioni coerenti, più marketing sui social, più vendite. 
2) L'apertura di un sito con dominio proprio, tutto per il mio essere cartolaia (e non solo).
3) Una vacanza in Trentino!
4) Riprendere a scrivere: non solo il blog, non solo questo pseudo diario, ma storie, come facevo una volta.
5) Leggere, tanto. Magari smucchiando i libri nuovi che ho, prima di comprarne altri mille.
6) Visitare Firenze o Bologna con Archimede.
7) Continuare a lavorare cucendo scarpe.
8) Trovare un nido (o un posto dove crearlo) per il nostro amore che, a settembre del 2018, compirà 3 anni. So che non sarà semplicissimo, perché su certe cose io e Archimede abbiamo delle visioni diverse, ma conto di riuscire ad arrivare a un punto comune in cui entrambi potremmo essere felici. Spero con tutto il cuore che entrambi avremo il coraggio di essere felici.
9) Sperimentare con il ricamo, studiandolo come si deve dalle basi.
10) Essere costante coi social, farli crescere, riuscirci almeno con Instagram, che giuro mi piace sul serio, nonostante la mia timidezza e nonostante la mia mancanza di una vera comunicazione visiva, al momento.

Per il 2018 ho anche finalmente scelto una parola guida, che terrò in mente in ogni mia azione. 
In questo anno che sarà fatto di tanta politica, di mondiali di calcio tristi che la Rai nemmeno trasmetterà, in questo anno in cui diventaranno maggiorenni i nati del nuovo  millennio, ecco, io ho deciso di credere che tutto, ma proprio tutto quello di cui siamo responsabili, sia POSSIBILE
POSSIBILE è la mia parola dell'anno, non l'ho trovata in maniera analitica o seguendo chissà quali percorsi introspettivi, ho solo chiuso gli occhi e ascoltato, un minuto, il mio cuore. 
E allora sì, è POSSIBILE che le dieci cose belle del 2018 che ho scritto oggi saranno le stesse che apriranno la stessa tipologia di post, tra un anno esatto.  

Comunque vada panta rei...
...e buon anno a tutti!

13 dicembre 2017

"Din don dan": i biglietti di Natale decorati con i washitape

dicembre 13, 2017 2 Commenti
Con i biglietti di oggi completo il concerto di Natale di questo 2017: dopo i biglietti "Oh Holy night" e dopo i biglietti "Tu scendi dalle stelle", ecco finalmente anche il turno dell'ultimo gruppo, quello dei biglietti "Din don dan".
Sono i più allegri e scanzonati del gruppo, stonati come le voci dei bimbi che cantano in coro, che, pur nella loro semplicità, ascoltiamo sempre volentieri.

Sono biglietti veloci eppure d'effetto: niente di particolarmente elaborato, ma comunque arricchiti dal valore aggiunto del fatto a mano.

Qual è la loro caratteristica? Le decorazioni create a partire dai washitape.

Io ho pensato ben quattro soggetti natalizi:
1) l'immancabile albero di Natale (qui in Cartolelya);
2) le candele accese con l'agrifoglio (qui in Cartolelya);
3) il pacco regalo (qui in Cartolelya);
4) il pupazzo di neve (qui in Cartolelya). Ho lasciato per ultimo proprio il biglietto che, penso, non dimenticherò mai, visto che è stato la mia prima vendita, la prima vendita della mia bottega di campagna. Ho riletto l'email dell'acquisto almeno dieci volte prima di capire che era proprio vero. La soddisfazione è stata immensa, non tanto per il valore in sé (si trattava solo di 2€), quanto piuttosto per l'idea che una persona reale avesse scelto una mia creazione per accompagnare i suoi doni di Natale. Per me l'emozione della prima vendita è stata favolosa, di questo devo ringraziare Simona che viene dal mare e il mio pupazzo di neve con gli occhi mobili. Grazie!
Felice giornata di Santa Lucia!

6 dicembre 2017

"Tu scendi dalle stelle": i biglietti di Natale con applicazioni all'uncinetto

dicembre 06, 2017 1 Commenti
Nel post di lunedì ho raccontato dei biglietti "Concerto di Natale" che ho ideato quest'anno per la Cartolelya e non solo. Sono dieci in tutto, tutti e dieci costituiti da una struttura creata con il cartoncino bianco, tutti e dieci con dimensioni pari a 10x12 cm.

Per comodità li ho divisi in tre gruppi:
1) "Oh Holy night", di cui ho parlato lunedì scorso: un tris di biglietti caratterizzati da una decorazione creata con la tecnica del quilling;
2) "Tu scendi dalle stelle", il tris di cui parlerò oggi;
3) "Din don dan", che racconterò lunedì prossimo.
I biglietti della miniserie "Tu scendi dalle stelle" ricordano il passato
Profumano di mandarini, di fuoco scoppiettante, di cioccolato prezioso e raro, presente solo nei giorni di festa. 
Sono uniti dalla presenza di un'arte che ogni donna apprendeva fin da bambina, quella dell'uncinetto, e prendono proprio il nome della canzone preferita dai nonni, una delle poche che conoscevano ai tempi in cui non c'era Youtube. 
Natale: periodo magico e anche un po' nostalgico.

Le tre applicazioni a uncinetto che decorano i biglietti sono:
1) il fiocco di neve, puoi trovarlo qui in Cartolelya (oppure se vuoi realizzarlo tu trovi lo schema a questo link);
2) l'albero di Natale, che trovi qui sullo shop (oppure il suo schema a questo link);
3) la stella, qui in bottega (oppure qui il suo schema).
A me non dispiace affatto il retrogusto un po' vintage di questo tris, che puoi trovare al completo a questo link in Cartolelya.

Ci rileggiamo lunedì!

4 dicembre 2017

"Oh Holy night": i biglietti di Natale con la tecnica del quilling

dicembre 04, 2017 2 Commenti
Primo post di dicembre, finalmente ci siamo.
L'anno scorso ero riuscita a organizzare un bellissimo calendario dell'avvento creativo qui sul blog, quest'anno avrei voluto fare lo stesso e, anzi, migliorarmi, ma purtroppo niente, non ci sono riuscita. Tutt'altro. Addirittura sono rimasta a corto di post programmati proprio nel mese in cui il fatto a mano diventa, quasi, protagonista. 

Il post che stai leggendo ora, di prima mattina, lo sto perciò iniziando a scrivere quando è già passata la mezzanotte della prima domenica d'avvento. L'ora è tarda e la temperatura non particolarmente confortevole, ma non demordo.

Un paio di settimane fa, in Cartolelya, sono apparsi dieci nuovi biglietti natalizi, che io ho simpaticamente chiamato "Concerto di Natale" nel loro insieme.
Si sa che ogni concerto natalizio che si rispetti si compone di più canzoni e io, quest'anno, ne ho scelte tre, che spero di arricchire col tempo.

Ho chiamato il tris di biglietti decorati con applicazioni quilling Biglietti "Oh Holy Night", tenuti insieme anche dal filo conduttore delle note che fanno da sfondo alla copertina.

La mia intenzione era quella di comunicare, attraverso questo tris, un'idea di poesia e delicatezza, di far pensare ai sorrisi della notte di Natale, a quella calda atmosfera che ci fa guardare al cielo con il naso all'insù in attesa di un fiocco di neve e di una nuova, rinata, speranza.

I tre temi da me scelti sono i superclassici di Natale:
1) l'albero di Natale, che puoi trovare qui in Cartolelya;
2) la natività, che trovi qui sullo shop;
3) le candele con la stella di Natale, a questo link in bottega.
Che ne dici? Puoi trovare anche il tris completo a questo link.

Il quilling è per me una tecnica di recente scoperta e ho tutta l'intenzione, nel prossimo anno, di approfondirla come si deve. A voi piace?

Che progetti creativi avete in mente per questo Natale? Sono curiosa di conoscerli!

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