26 ottobre 2016

Fantasmini di banane, idea last minute per Halloween

Halloween è il giorno in cui ci si ricorda che viviamo in un piccolo angolo di luce circondati dall’oscurità di ciò che non conosciamo. Un piccolo giro al di fuori della percezione abituata a vedere solo un certo percorso, una piccola occhiata verso quell’oscurità. [Stephen King]
Dalle mie parti si continua a cogliere le olive a tutto gas, maciniamo quintali su quintali e produciamo un ottimo olio biologico, alla faccia della malattia che anche quest'anno ha colpito moltissime coltivazioni.
Il lavoro in campagna non manca mai, specialmente in questi mesi, ma non deve mai assolutamente mancare nemmeno il tempo da dedicare a noi e alle cose che rendono bella la vita: a che serve lavorare altrimenti?

Qualche giorno fa, per esempio, ho trovato il tempo (complice la pioggia) per passare un intero pomeriggio con la Piccolina
Dopo aver costruito un teatrino con del cartone e una vecchia tuta di mia sorella (presto apparirà tra le pagine del blog sicuramente) ci siamo regalate una spaventosissima merenda, in tema con Halloween, ovviamente: i fantasmini di banane!
Che cosa serve:
- una banana;
- gocce di cioccolato;
- spiedini.

24 ottobre 2016

Zucca amigurumi

Dove non c’è immaginazione non c’è orrore. [Sir Arthur Conan Doyle]
Esattamente tra una settimana sarà Halloween, festa da cui non sono mai stata attratta più di tanto, forse perché quando ero piccola non esisteva ancora o forse perché gli scheletri, gli horror, le cose spaventose non mi sono mai piaciuti.
Quest'anno però la Piccolina di casa è già saltellante ed euforica per la sua prima festa di Halloween, ha già contrattato due zucche dell'orto del nonno da mettere su entrambi i terrazzi di casa sua e ha già opposto qualche rimostranza di fronte all'obbligo di vestirsi da streghetta. Streghetta una principessa come lei? Non sia mai! La Piccolina ha detto che farà questo sforzo, ma certo avrebbe preferito di molto vestirsi da fatina
Io la capisco: le mostruosità non fanno per noi. Le zucche invece sì, per questo quando ho visto lo splendido amigurumi ideato da airali (di cui avevo già realizzato il cuoricino) non ho saputo resistere alla tentazione di aggiungerlo alla collezione.

19 ottobre 2016

Come calcolare il prezzo di un lavoro a filet // Bordo con rondini e foglie

Si può vivere infinitamente meglio con pochissimi soldi e un sacco di tempo libero, che non con più tempo e meno soldi. [Ezra Pound]
Essere nata nel 1990 significa aver finito la scuola all'alba della crisi economica, significa essersi sentiti dire che lo studio sarebbe stato inutile senza spinte, ma che anche trovare un lavoro senza studio sarebbe stato complicato, che la soluzione era una: andare via.
Personalmente non ho mai considerato la fuga come una reale alternativa, io così radicata nella mia terra, così insofferente di fronte alla palese importanza delle lingue straniere, dove mai sarei potuta essere felice?
Ho scelto di restare qui.
Non sono mai stata attratta dal posto fisso finora, forse perché fino a questo momento non è che abbia mai fatto chissà quali progetti seri e impegnativi per il mio futuro. Archimede nella mia vita esiste da poco. L'economia mi è sempre rimbalzata addosso, non c'ho mai capito niente. A scuola i professori insinuavano che fossi un'eccellente studentessa, ma che tenevo tutto per me, che, in poche parole, non sapevo vendermi. Io facevo spallucce, non mi interessava: sapevo di sapere, non mi importava alzare la mano per prima, non mi serviva, non volevo essere sul piedistallo. Alla gloria preferivo l'invisibilità.
Eppure avevano ragione loro: non sapevo e non so vendermi. Non ho mai imparato, non so come si fa. Ho paura di apparire presuntuosa, di approcciarmi male, semplicemente di non essere capace.
Credo che sia il mio limite più grande, su cui vorrei riuscire a lavorare anche con questo blog. Mai dire mai.

La scorsa primavera ho avuto la fortuna, parlo di fortuna perché l'opportunità non è dipesa da me,  di vedermi commissionato un lavoro a uncinetto: non era mai successo prima. Ho subito accettato entusiasticamente: il compito sarebbe stato quello di realizzare un bordo a filet per una tovaglietta di una cappella del cimitero. Avrei potuto avere un lavoro più allegro, questo non lo nego, ma comunque realizzarlo mi ha inorgoglita lo stesso. Mi è capitato poche volte di sentirmi emozionata per un lavoro retribuito, non succede quando faccio i caffè per esempio, con l'uncinetto però sì. Sono stata felice e forse, se solo sapessi vendermi meglio, potrei esserlo più spesso.

17 ottobre 2016

Guarda bello! // Capitolo 2 [Idee dalla vacanza in Toscana]

La campagna toscana è stata costruita come un'opera d'arte da un popolo raffinato, quello stesso che ordinava nel '400 ai suoi pittori dipinti ed affreschi: è questa la caratteristica, il tratto principale calato nel corso dei secoli nel disegno dei campi, nell'architettura delle case toscane. È incredibile come questa gente si sia costruita i suoi paesaggi rurali come se non avesse altra preoccupazione che la bellezza. [Henri Desplanques]
I primi giorni dello scorso giugno io e Archimede ci siamo regalati la nostra prima vacanza: un tour improvvisato tra i piccoli borghi della Toscana e dell'Appennino modenese. Perché andare tanto lontano quando qui intorno abbiamo piccole meraviglie che tutto il mondo ci invidia? Perché? Spiegatemelo. Sarà perché l'erba del vicino è sempre migliore, ma ditemi, per favore ditemi, dove ammirare paesaggi più belli di quelli del Chianti. Lungi da me in questo momento fare la guida turistica, magari potrei anche scrivere qualche post "viaggiatore" un giorno, ma certamente non oggi. 
Oggi voglio semplicemente raccogliere le ispirazioni toscane trovate durante il cammino. Per le ispirazioni emiliane scriverò un altro post.
1) La prima tappa del nostro tour è stata Bagno Vignoni, un centro termale piccolo e curatissimo. Si visita tutto in poco tempo, ma si resta davvero incantati. Ogni dettaglio ha un suo perché e non è stato difficile per me scattare centinaia di foto.
Vorrei proporre, in modo particolare, due ispirazioni piuttosto semplici da realizzare: 
- delle cassettine di legno per le erbe aromatiche
- la pittura su sedia di plastica, giuro che non ci avevo mai pensato!

12 ottobre 2016

I Piccolini // Un castello di rotoli di carta igienica

I sogni son desideri di felicità, nel sonno non hai pensieri, li esprimi con sincerità... Se hai fede chissà che un giorno la sorte non ti arriderà... Tu sogna e spera fermamente, dimentica il presente e il sogno realtà diverrà! [Cenerentola]
Un giorno di pioggia, una nipotina di quasi quattro anni da spupazzare e una busta piena di rotoli di carta igienica messi da parte dopo aver visto decine e decine di creazioni incredibili, su Pinterest: questo castello è nato così. 

10 ottobre 2016

Biglietto di nascita con una carrozzina di carta

Sarà difficile vederti da dietro, sulla strada che imboccherai... tutti i semafori, tutti i divieti e le code che eviterai... sarà difficile, mentre piano ti allontanerai, a cercar da sola quella che sarai... [Elisa, A modo tuo]
Questo è un biglietto dolcissimo che ho realizzato per la nascita della piccola Matilde qualche mese fa, in occasione della quale per la prima volta mi sono cimentata nel creare una carrozzina di carta da mettere in copertina: niente di complicato, lo giuro! 

5 ottobre 2016

La nuova vita di una vecchia sedia

Gli uomini comuni guardano le cose nuove con occhio vecchio. L’uomo creativo osserva le cose vecchie con occhio nuovo. [Gian Piero Bona]
C'era una volta una piccola sedia di legno che, tanti tanti anni fa, viveva dentro le aule di una scuola
C'era anche una volta una campagna che pullulava di bambini impolverati e con le scarpe bucate che per raggiungere quella seggiolina dovevano fare ogni giorno chilometri e chilometri a piedi. Non c'erano molte alternative per loro, nessuno sognava di fare il medico o l'avvocato, era già tanto riuscire ad arrivare alla licenza elementare. Più che i libri, quei bambini liberi e poveri, avrebbero imparato a leggere il cielo.
La seggiolina di legno reggeva il peso di esistenze già segnate, mentre la maestra bacchettava e l'inchiostro esplodeva nelle mani dei bimbi. Era tutto meno democratico una volta: se eri nato da un contadino sembrava inevitabile che facessi il contadino anche tu. La scuola obbligatoria era una conquista recente, la seggiolina lo sapeva bene, così come sapeva bene che, dopo la terza o la quinta elementare, nessuno di quei piccoli studenti avrebbe mai più letto una poesia. C'era già il lavoro ad attenderli e che avessero voglia o no di imparare dalla scuola non importava a nessuno. Le loro mani sarebbero diventate nodose e la loro calligrafia, senza ulteriore allenamento, sarebbe rimasta ferma a quel banco, ferma alla perfezione degli otto anni.
Passarono gli anni e di quella scuola ben presto non ci fu più bisogno. Quella campagna che era stata luogo di fatiche e sfruttamento, ma che era piena di giovani e famiglie, ben presto si spopolò. La città era rumorosa e attraente, non seguiva l'andare delle stagioni e puzzava meno di sudore. A poco a poco avevano chiuso le botteghe, si erano svuotate le case, anche alcune scuole non servivano più.
Non serviva più nemmeno la seggiolina, che stava per essere bruciata, quando un uomo la vide e, ricordando i tempi in cui aveva retto il suo sederino qualche decennio prima, la portò a casa dove visse per ancora molti molti anni, tra qualche nuovo chiodo e qualche nuovo strato di colore: l'ultimo poche settimane fa.
Che cosa serve:
- gesso acrilico;
- acrilici tortora, rosa e bianco;
- spugna;
- sagome di cuori;
- flatting trasparente.

3 ottobre 2016

Come riciclare i tappi delle bottiglie per farne dei sottopentola

C'è chi beve e si vanta della propria ubriachezza. C'è chi si ubriaca e si vergogna dei propri sentimenti. Cè chi osserva tutto questo e lo sopporta solo bevendo. Un bicchiere è un arma micidiale quando lo appoggi vicino al cuore. La vita va corretta… va corretta… È così difficile berla liscia. Il bar non ti regala ricordi ma i ricordi ti portano sempre al Bar. [Vinicio Capossela] 
Negli ultimi mesi dal bar dove lavoro sottraggo sempre la busta dell'alluminio, poi quando ho due o tre buste prendo una bacinella d'acqua e lavo tutte le decine di tappi che ci sono dentro. Li separo: Crodino con Crodino, Campari con Campari e così via.
Archimede mi chiedeva sempre Si può sapere che ci fai? E la mia risposta era sempre un Non lo so, qualcosa ci farò.

Ecco, oggi vi mostro la prima cosa che c'ho fatto: dei coloratissimi sottopentola!
Che cosa serve:
- tappi delle bottiglie;
- vecchi cd;
- colla a caldo.

2 ottobre 2016

Il mese curioso // Settembre 2016

Eccomi qui, alla fine del mio primo mese di blog, alla fine del mese più pieno di compleanni che ci sia, pieno di cuciture e lavori di carta che mi hanno fatto sperimentare nuove tecniche con un ottimo risultato (sì, me lo dico da sola e non vale, lo so).

In coda al post mostrerò una rapida carrellata fotografica dei miei lavori, nel frattempo arrivo subito al nocciolo dell'idea per questa rubrica mensile: scrivere un post in cui salvare tutto quello che più ha catturato la mia attenzione nel vasto mondo del web. L'impresa non è semplice, soprattutto per una curiosona come me. Bando alle ciance comunque, proviamoci!

1 ottobre 2016

Segnalibri // Settembre 2016

La carta è più paziente degli uomini. [Anna Frank]
È una delle prime frasi che ricordo di aver sottolineato, durante le mie letture da bambina. La scrivevo puntualmente in ogni mio diario, di ogni mio nuovo anno, perché anche io, che avevo soltanto i problemi tipici di un'adolescente e non certo quelli di Anna Frank, percepivo comunque l'assoluta salvezza che offriva la carta.
Scrivere mi ha aiutata in un modo che non saprò mai spiegare, forse non saprò mai rileggere tutte le pagine e pagine che ho riempito con la mia quotidianità, ma so che quella che sono è nata lì in mezzo.
Quello che ho riscoperto un po' più tardi è che per apprezzare, e saper raccontare, la propria storia bisogna prima saper ascoltare quelle degli altri.

La rubrica Segnalibri nasce con questo spirito, per appuntare di mese in mese le mie letture, per non disperderle nel mezzo delle mille cose che poi dimentico, sbadata come sono.
Perché le storie sono belle, leggerle è uno dei migliori passatempi che ci possiamo regalare.
Il mese di settembre è stato piuttosto povero di letture, purtroppo la vita è successa un po' più del solito, coi molteplici lavoretti, gli svariati compleanni, i tanti regalini. Per non parlare di questo blog che aveva bisogno del mio impegno per diventare più carino e corrispondente alle mie aspettative.
Ho letto poco, insomma: due libri, di cui uno era un fumetto.