21 giugno 2017

# cucito

La mia borsa mare, cucita da me

Non godo di un buon rapporto col mare, perché non mi piace il caldo e perché odio con tutta me stessa fare i peli e odio chi ha inventato la moda delle donne tutte belle lisce e depilate, io non lo sono nemmeno due giorni dopo la ceretta, non capisco come ci riescano le signorine della pubblicità. 30 giorni, promettono. Ahahah, ma quando mai? Per me è un miraggio. Se fosse così forse anche col mare avrei sviluppato un rapporto migliore.

Nonostante i peli e nonostante il caldo comunque, la riappacificazione col mare, in parte, devo dire che c'è stata.

Per rendere l'impresa dell'andare in spiaggia meno faticosa l'anno scorso mi sono avventurata anche nella realizzazione di una borsa da mare di cui vado, ancora, molto molto fiera.
Non nego che all'inizio fossi piuttosto scettica sulla sua riuscita, ma avevo deciso che finché non l'avessi finita avremmo continuato a fare i nostri picnic al fresco di un'ombra montana. 
Sì, esatto: avrei voluto che la cucitura della borsa fosse un modo per procrastinare una cosa che non avevo voglia di fare, un po' come aveva fatto Penelope con la sua coperta, mentre aspettava Ulisse.
Lei è stata più brava di me, perché io, presa dall'entusiasmo di colori sgargianti, corde annodate e occhielli mai messi eppure usciti perfettamente, ecco, ho cucito la mia borsa in un paio di giorni. In pratica non ho procrastinato un bel niente e addirittura non vedevo l'ora di vedere la mia creazione nel suo habitat.

Sono partita da un disegno, ho mescolato i tre colori primari e sognato una stoffa a righe marinare bianche e blu, che non ho trovato, ma che bene o male ho riprodotto. 
Ho desiderato fortissimamente una borsa allegra, ho messo un pesciolino rosso a nuotare tra le onde e una barchetta che da sola ha deciso di essere gialla. Una volta realizzata l'ho osservata e  mi è subito venuta in mente quella di Camilla alias Zelda was a writer
Mi piace pensare che se saprò, un giorno, capire il verbo mare lo dovrò anche alla sua scia.

Ho immaginato una borsa funzionale, organizzata e perciò piena di tasche.
Ne ha una sul retro chiusa con cerniera, due sul davanti, tre sulle pareti interne (una grande da un lato e due più strette dall'altro). Infine al centro ho cucito una specie di grande astuccio, rivestito in tela cerata per garantire una certa impermeabilità.
In basso le mie scarpe decorate col découpage per risolvere un intoppo con la varichina.
Ho decorato le cerniere con perline di legno e conchiglie.
Mare è un verbo da lasciare sempre all’infinito. Infinite le sue increspature color oro, infiniti gli approdi e le partenze. Mare è un verbo romantico e selvaggio, è potenza e calma apparente. Vive nel suo regno di plancton e molluschi, ma adora protendersi verso la terra ferma. Lambisce, accarezza, sbatte e lima. [Mare è un verbo]
Che l'estate abbia inizio.

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